Sono pallosa, lo so. Se parlo, parlo solo di figli e di gatti, una noia... Sembra quasi che io non abbia niente altro, ma è vero, anzi no, ho anche i miei pensieri. Perché io penso, ma penso in silenzio ed è gravissimo, in questo pianeta rumoroso.
Da un po' non parlo di libri, di film, di gite e viaggi (ma quali, poi...), né di incontri fatali; e neanche di politica. Tendenza all'intimismo? Depressione? Ignoranza? Nausea? Forse per ciascuno di questi motivi, ma, anzitutto, per disinteresse mortale.
Le veline in politica, i film holliwoodiani, l’ultimo libro di Tizio e l’ultimo CD dei Caio mi trapassano completamente; le feste, le conferenze-stampa, le cene, il teatro, l’evento museale… che palle. Non me ne frega un tubo, ecco.
Preferisco dormire o sentire chiacchiere infantili. Ma qualcuno mi dice che sono un’orsa e che spreco il mio tempo. Che dovrei, che potrei. Non sono d’accordo, ma servirebbero quintali di parole per convincere quelli che, invece, hanno capito tutto e che sanno vivere. E non mi va. Sono un'orsa pallosa, e allora?
Non mi va di seguire il flusso, mi sento fuori tempo e fuori luogo, quasi che nulla sia più alla mia portata, né la musica, né l'arte, né la politica. Né la gente, soprattutto la gente.
Questo periodo va così, solo figli e gatti.
Invecchio. Anzi, come mi disse un tempo l'amico Joe, mi si accorcia la miccia.
