Lo incontro spesso, o almeno, incontro la sua macchina e la sua scorta, mentre come una erinni impazzita mi scapicollo per arrivare in ufficio.
La sua strada è una strada come tante, piena di traffico all'ora di punta, ma quando lui sta per uscire, tutto si ferma. Un tizio alza appena una paletta rossa e la sua auto esce dal garage, ma tranquillamente e senza troppo clamore. Discretamente, direi.
Io mi fermo e sorrido, perché so che lui è dietro i vetri scuri. Lo immagino a testa china, con gli occhi fissi sul giornale, ma confesso che a volte ho desiderato che guardasse fuori per cogliere l’espressione d’affetto sul mio viso.
E’ stato un Presidente rigoroso, con un passato in magistratura che è difficile da digerire, ma è stato coraggioso e ha difeso la Costituzione come una fede. E io l’ho amato, quasi come Pertini.
E di questi tempi, in cui un re delirante accusa gli altri per la sua stessa immoralità, un uomo austero come lui, dall'alto dei suo 90 anni, mi manca davvero.
