In attesa che la mia vita cambi, cancello link e avatar di sconosciuti. Ma che c'entra? Niente. Assolutamente niente. Mi giro e mi rigiro, e misuro i passi come un animale in gabbia; alla fine mi ritrovo davanti a questo pc, per scaricare l'ansia come fosse una sigaretta. E leggo, leggo molto di quel che la blogosfera produce. Scrivo molto meno, non mi va, non so che dire, o meglio, il momento buio della mia vita consentirebbe solo latrati e lamentationes. Allora commento gli scritti degli altri, ma, anche lì, non va sempre bene. Alcune persone sono superbe e maleducate (l'ho detto) e ti fanno passare la voglia di parlarci, altre non rispondono proprio (legittimo, comunque), e dopo un po' decidi di non andarci più. Ma poi capiti su blog adorabili di persone adorabili, quelle che hanno sempre spazio per tutti e che, anche tra mille commenti, sono gentili e accoglienti, pur nella diversità di opinioni. Quei blog che sono anche un po' casa tua e per i quali vale la pena accendere il pc; che sono meglio di una sigaretta o di un bicchiere di vino rosso e che allentano il rigor mortis che ti attanaglia. Tanti nomi e nick che valgono un patrimonio in termini di affetto e di umanità.
Ho girato molto nella blogosfera, letto molto, commentato molto. Scritto molto meno.
Il risultato delle mie misere riflessioni è che ci sono due categorie di persone che compongono questa enorme comunità virtuale: quelli che parlano di sé e quelli che parlano di tutto, tranne che di sé.
Nel primo gruppo, le persone si raccontano, con tristezza o con umorismo; si analizzano, si frantumano, riflettono o, semplicemente, descrivono le cose che fanno, le persone che incontrano, le situazioni che vivono, i luoghi che vedono, i libri che leggono, ma ogni parola viene filtrata dagli occhi del cuore o del proprio sentire. Nel secondo gruppo, le persone descrivono o analizzano o discutono tutto ciò che è fuori dal loro privato; parlano di politica e attualità, di musica e di arte, ma, spesso, lo fanno in modo distaccato, a volte addirittura asettico. Capita anche che si saltelli da un gruppo all’altro in base a quello che si ha da dire o all’umore del momento… le categorie non sono (quasi mai) rigide e cristallizzate, per fortuna.
Uno degli strumenti utilizzati dai blogger è la citazione… frasi tratte da film, romanzi, canzoni, poesie e/o immagini di quadri, fumetti o foto… un modo nuovo di parlare, affascinante, che puo' apparire distante, quando è l’unico linguaggio utilizzato, a parer mio.
Poi ci sono i poeti… per quanto io non ami la poesia, troppo lontana da me, ammetto che alcuni blogger sanno aprire il loro cuore, attraverso le rime, in maniera commovente (un bacio, Lucia …); altri, invece, mi fanno davvero rabbrividire.
Ma la persona si capisce un po' meglio attraverso i commenti: è qui che, generalmente, tira giù la maschera: la gentilezza, la dolcezza, il fair play, la rabbia, l’intolleranza o l'acidità delle risposte (o anche l’assenza di risposte) possono dare un’idea di chi abbiamo davanti… dietro un nick c’è sempre qualcuno e, di questo qualcuno, mi interessa conoscere l’indole.
Che dire... non so quanto starò ancora in questa comunità, sono un tipo instabile e con poco da dire. Sicuramente so mi piace leggere più chi si racconta di chi solo parla, ma sono gusti. Mi piace chi è sincero, chi sa mettersi in gioco e chi sa guardarsi dentro, ma sono gusti, anche questi e non giudico chi non lo fa. Ciascuno ha i suoi motivi e fa le sue scelte.