Pagine di riflessioni dal basso.
Ora basta. Parliamo di cose serie.
Guardate questo gatto. Lui sì che è un vero combattente, uno che non molla la presa, neanche morto, uno che fa vera opposizione.
Un vero esempio di vita, un lottatore. Un duro e puro.
Guardate i suoi occhi socchiusi: -Te l'ho fatta anche stavolta, umana, l'asse da stiro è mia!- sta dicendo. L'umana di casa capitola, costretta a stirare sul tavolo, mentre lui la guarda soddisfatto e vittorioso. Lui è Freccia, il gatto Freccia.
p.s. Esiste una fodera pulita, ovviamente, quella che l'umana usa per stirare quando lui è altrove. Quella che vedete in foto è la sua, ormai, e guai a buttargliela, potrebbe intristirsi!!
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Lindadicielo alle ore settembre 21, 2009 09:45 |
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Sono in emergenza micino.
E' stato trovato stamattina alle 7, nel parcheggio del mio ufficio. Non ha neanche 10 gg, occhi ancora chiusi e cordone ombelicale attaccato. Ma è grintoso e forte. Il veterinario l'ha visto, dice che potrebbe farcela. Abbiamo comprato latte in polvere e biberon, e stasera dormirà con me (noi). Mangia come un leone e dorme molto, ma piange, anche. Deve essere allattato ogni 2 ore e stanotte avrò da penare. Ma deve vivere. Forza piccolo! E non me ne voglia Marcomaltese, se gli dedico questa canzone del Boss.
Appena posso, posterò una sua foto.
Eccola:
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Lindadicielo alle ore maggio 19, 2009 15:34 |
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Un bel post di Ele, sulla sua gattina Pollon, mi ha fatto venire la voglia di pubblicare le foto dei
miei strani, simpatici, acrobatici, rumorosi, buonissimi e allegri miciotti. Posso? 



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Lindadicielo alle ore marzo 31, 2009 23:06 |
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Leggendo i blog di alcuni amici (e non solo), ho notato che spesso, tra una parola e un punto esclamativo, si affaccia, impertinente, il musetto baffuto di un micio o che, nel susseguirsi dei pensieri e delle riflessioni di chi scrive, si muove, allegra, la codina scodinzolante di un cane. E questa cosa mi piace da morire… parliamo di noi, di quello che ci piace, di quel che siamo o siamo stati, di quello che pensiamo e così facendo, mentre apriamo la porta della nostra vita, lasciamo intravedere le nostre case e chi le abita, compresi i nostri piccoli amici animali. Confesso di leggere avidamente quei post in cui si parla di loro, sia quelli in cui vengono ritratti a tutto tondo sia quelli in cui fanno solo delle apparizioni fugaci ma intense; e confesso di guardare divertita tutte le loro (bellissime) foto. Mi piacciono gli animali, il loro senso della lealtà e il loro innato istinto di sopravvivenza; mi piace la loro semplicità, la loro furbizia e adoro vivere in loro compagnia, nei limiti consentiti dal nostro piccolo appartamento di città.
Sarà per questo che, quando ho visto la sua foto sulla prima di copertina, non ho resistito.
Ero andata in libreria per comprare un libro a mio figlio, una cosa che volevo regalargli da tanto tempo e, mentre curiosavo tra una novità e l’altra, il mio sguardo è stato catturato da due languidissimi occhi di gatto. Ho continuato a guardarli anche a casa, tutte quelle volte che, immersa nella lettura della storia, ho dovuto distogliere lo sguardo dalle pagine stampate, alla ricerca del musetto e degli occhi che l’avevano ispirata, quasi a calmare l’emozione che quella lettura mi suscitava.
Dewey, gattino salvato dal gelo e dalla morte, diede la felicità e un significato alla vita delle persone che lo conobbero frequentando la biblioteca di Spencer, nell’Iowa, della quale Dewey fu, per diciannove anni, la mascotte e il cuore pulsante. Un gatto che illuminò la vita spenta di chi lo aveva salvato da morte sicura, restituendo il favore con gli interessi e che colorò le giornate di un'intera cittadinanza. Un libro facile facile, scritto quasi in una prosa per ragazzi, ma emozionante, migliore di tanti libroni osannati dalla critica, ma pieni di finzioni e di emozioni costruite a tavolino. Una storia bella e delicata, quella di Dewey, la storia di un gatto che amava le persone e la vita, semplicemente.
"Ma questo è soltanto un frammento della realtà. La pura verità è che per tutti quegli anni, nei giorni duri, nei giorni buoni e in tutti quelli dimenticati nelle pagine del libro della vita, è stato Dewey a tenermi fra le braccia e lo fa ancora."
(Myron Vicki, Io eDewey,
Sperling&Kupfer, 2008)
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Lindadicielo alle ore novembre 24, 2008 14:33 |
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Dopo giorni concitati, riunioni scolastiche, ricerca di libri di testo, controlli medici ai figli e a.l.l.u.c.i.n.a.n.t.i problemi lavorativi, il fine settimana si preannuncia sereno e, forse, addirittura riposante: compiti da fare, lavoretti in casa, coccole ai mici, spesa, chiacchiere, magari un buon film per ragazzi (mi dicono la Mummia3!), una cenetta indiana casalinga e qualche passeggiata nei meravigliosi parchi romani. Una pausa dolce e uno stacco dal caos del mondo esterno.
Speriamo bene... Lieti giorni anche a voi!




![26102007 [Risoluzione del desktop]](http://files.splinder.com/c75e46028548b8b7ac28ee557c61e07b.jpeg)
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Lindadicielo alle ore settembre 26, 2008 11:35 |
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Dal blog di Lorella, sempre sensibile e attenta.

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Lindadicielo alle ore luglio 07, 2008 12:56 |
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dolore

E' arrivato in casa nostra nel settembre del 2007, dopo essere stato coraggiosamente salvato da un pestaggio crudele: ancora cucciolo, dei ragazzini senza cuore né cervello lo avevano legato con uno spago per farne un palla da prendere a calci... Chi lo ha salvato, rischiando a anche per sé, lo ha portato in casa sua e lo ha curato. Poi, è arrivato da noi.
Mentre mia figlia lo ha amato da subito (ma lei è molto francescana), mio figlio ha opposto una lunga resistenza ("mamma diventi gattara... la casa è piccola... duesonotroppi...ecc.), sicuramente perché temeva che il gatto più grande, Freccia, quello storico di casa, soffrisse troppo. Certo... gatto un po' più selvatico e aggressivo, randagino famelico, non morbidoso e abituato ai bambini come l'altro... ma la resistenza è durata poco! Ora Fusillo è un gatto dolcissimo, a tratti languido, appiccicoso come una zecca e molto molto simpatico. Giocherellone, mia stufetta personale , assaggiatore ufficiale di pranzi e cene e, soprattutto, inseparabile amico di Freccia.
Ah, scordavo... è un gran ciccione!
Grazie Monica, grazie Lorella, se lui è qui ed è cos' carino, il merito è anche vostro!
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Lindadicielo alle ore marzo 27, 2008 06:21 |
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Il mio gatto primogenito ama le scatole.
Scatole di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. Ci si tuffa, ci si nasconde, diventa piccolo così, s'appiattisce come una lucertola, s'arrota le unghie, ci dorme...
A Natale ha apprezzato moltissimo la scatola del pandoro

(foto) e quella d'imballaggio di un forno a micronde che mi hanno regalato, trasformandola in una tana piena di trofei di caccia casalinga: matite, palline, pezzetti di carta, buste. Ora dovrei buttarla... ma non ho il coraggio di farlo... giace un po' malandata, vicino alla porta-finestra della cucina, ma non può avere vita lunga...
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Lindadicielo alle ore dicembre 30, 2007 20:55 |
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Amo i miei gatti, perchè attraverso di loro ho riscoperto l'incanto dell'altro e quanto può essere dolce rispettare chi non comprendi pienamente.
Amo i miei gatti, il loro sguardo birbante e attento; la loro coda, arruffata quando s'azzuffano e distesa e liscia quando dormono; amo i miei gatti quando si rincorrono spensierati, quando si rifugiano nei nascondigli più improbabili, quando dormono acciambellati l'uno nell'altro con una tenerezza che fa bene al cuore, quando si fanno gli agguati e quando mi chiamano la mattina, l'uno con grazia l'altro con impazienza, perchè hanno fame o quando si lavano, con un'eleganza e con una precisione che incanta!
Mi rendono fiera ma anche apprensiva e prudente: prendersene cura è, oltre che un piacere immenso, anche una notevole responsabilità! Ma diciamo che non mi pesa, anzi, a volte credo di essere un gatto anch'io
!
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Lindadicielo alle ore dicembre 29, 2007 07:57 |
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